Trattamento
Trattamento per la fertilità con ovodonazione
Come si procede?
Nell'ambito della fecondazione assistita, gli ovociti donati vengono fecondati mediante iniezione dello sperma del partner (tecnica ICSI/IMSI) e posti in un incubatore, dove in un terreno di coltura si sviluppano fino a diventare un embrione in grado di impiantarsi. L'embrione viene poi trasferito nell'utero della partner, preparata in precedenza con una terapia ormonale. Se tutto va bene, la donna rimane incinta e qualche mese dopo dà alla luce un bambino sano.
Di norma eseguiamo il trattamento con ovodonazione in un ciclo di crioconservazione. Ciò significa che, dopo la fecondazione degli ovociti della donatrice e la loro coltura fino allo stadio di embrione (coltura a blastocisti), gli embrioni vengono congelati (crioconservati) finché l'utero della ricevente non è stato preparato in modo ottimale con una terapia ormonale per accoglierli. Il congelamento non ha alcun effetto negativo né sull'embrione né sul tasso di gravidanza. L'impiego efficiente e soprattutto sicuro delle tecniche di crioconservazione è parte integrante del lavoro quotidiano nel nostro centro di fecondazione in vitro.
Inizio del trattamento
Il trattamento medico con ovodonazione inizia con una prima visita specialistica. Durante questo primo colloquio il percorso del trattamento viene spiegato nel dettaglio in base alla situazione individuale della coppia e si risponde in modo approfondito a tutte le domande. Ci contatti per fissare un appuntamento.
PRENOTA UN APPUNTAMENTO PRENOTA UN APPUNTAMENTOEsami prima dell'inizio del trattamento
In ogni trattamento la sicurezza e la salute di tutte le persone coinvolte sono sempre al centro della nostra attenzione. Prima di iniziare la terapia, eseguiamo alcuni esami sia sulla coppia ricevente sia sulla donatrice. Questi esami rispondono ai nostri elevati standard, in parte sono prescritti dalla legge oppure vengono effettuati solo su indicazione del medico curante. I referti si ottengono tramite prelievo di sangue e analisi in laboratorio.
La donatrice, ad esempio, deve presentare una sierologia infettiva aggiornata, ad es. per HIV 1, 2 ed epatite B e C. Per lei sono importanti anche gli esami genetici, ad esempio per poter escludere la fibrosi cistica. Ne fanno parte anche la determinazione del gruppo sanguigno e del fattore Rh di tutte le persone coinvolte, così come uno spermiogramma del partner della ricevente. Se necessario, il medico dispone anche un esame tossicologico della donatrice, ad es. per antidepressivi, oppiacei, cocaina, cannabis, anfetamine.
Al suo fianco fin dall'inizio
Il nostro team la accompagna durante il trattamento per la fertilità, ad es. con un colloquio informativo telefonico gratuito e senza impegno (i20), supporto per il viaggio, l'alloggio e l'appuntamento dal notaio e aiuto per domande ed esigenze personali
